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giovedì 28 luglio 2016

PUNTI LUCE — il Blog di Maurizio Cei

Maurizio Cei

Le mie prime esperienze sono legate al mondo educativo, in attività di recupero scolastico e sociale di minori segnalati dai servizi sociali cittadini. Da quasi vent’anni mi occupo anche di volontariato internazionale, prima come cooperante volontario in diverse parti del mondo (Kenya, Brasile, Angola,Mozambico), negli ultimi anni anche come membro del Consiglio di Amministrazione di una ONG, il Vides Internazionale.

Il virus della doccia ghiacciata

di Maurizio Cei - mercoledì 20 agosto 2014 ore 16:11

Si chiama Ice bucket challenge e si sta a tutti gli effetti caratterizzando come una delle più grandi operazioni di fund raising mai realizzate.

E' stata inventata dall'Als, Amyothropic lateral sclerosi, un'associazione no profit americana che lavora per combattere la grave malattia, in Italia nota come SLA, della quale porta il nome.

Il meccanismo con il quale l'associazione è riuscita a raccogliere quattro milioni di euro in due settimane è banale nella sua semplicità: consiste infatti nel rovesciarsi in testa un secchiello di acqua ghiacciata davanti ad una telecamera, postare il video, fare una donazione all'associazione e invitare i propri amici a fare altrettanto. 

Questa idea semplice ma simpatica si è rapidamente allargata a macchi d'olio in tutto il mondo, sui siti e social network, coinvolgendo anche personaggi famosi dello spettacolo e vip in generale: da Bruce Springsteen a Bill Gates, da Mark Zuckerberg a Mario Balotelli.

Una moda che, come tutte le mode, alla fine lascerà spazio ad altre più nuove ma che credo abbia mandato un messaggio positivo, anche se non privo di elementi di criticità.

Ha di sicuro mostrato in modo evidente come sia possibile raccogliere fondi per una causa nobile usando metodi semplici o soltanto mettendo in moto la propria fantasia. In questo senso l'idea della doccia ghiacciata ha contribuito a mettere al centro dell'attenzione il fund raising come metodo fondamentale per sostenere associazioni o cause importanti. Da ultimo, ma forse anche come elemento più importante, ha consentito ad un'associazione che si occupa di un problema così rilevante di raccogliere tanti soldi in poco tempo da devolvere alla causa.

Certo, questi innegabili aspetti positivi portano con sè anche qualche dubbio o qualche riserva, come per esempio la possibilità che questo "virus positivo" venga utilizzato dal vip di turno per farsi pubblicità o, peggio, per 'dare una rinfrescata' alla propria immagine con un impegno tutto sommato limitato. Personalmente resto anche convinto che le idee che si diffondono con questa rapidità e in modo globale rischiano di concentrare l'attenzione più sul gesto, sull'idea, che sulla causa che con quella idea si vuole promuovere.

Nonostante questo, pur convinto la solidarietà debba essere il frutto di un lavoro di informazione e di formazione nei vari settori e molto meno di spot più o meno fantasiosi, osservo con simpatia questo esercito di docce ghiacciate, nella speranza che non si risolvano in un fuoco di paglia.

Maurizio Cei

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