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sabato 25 giugno 2016

Attualità lunedì 01 febbraio 2016 ore 13:00

Taglio del nastro per la mostra su Cosimo Ridolfi

Ieri l'inaugurazione con la locomobile a vapore in azione. Il sindaco Falorni: "E' una figura che rappresenta un patrimonio per tutto il territorio"

CASTELFIORENTINO — Non solo insegnante di agraria, ma anche imprenditore lungimirante. E’ stata inaugurata ieri mattina al Ridotto del Teatro del Popolo la mostra su Cosimo Ridolfi, uno dei maggiori protagonisti dell’Italia dell’800, fondatore tra l’altro della prima scuola agraria in Italia all’interno della sua Villa di Meleto, ed inoltre primo titolare di una cattedra universitaria di “agricoltura e pastorizia” embrione della facoltà di agraria di Pisa (la prima nel mondo).

Organizzata dal Comune di Castelfiorentino (con la compartecipazione del Consiglio regionale della Toscana) nell’ambito di un progetto presentato in occasione della Festa della Toscana 2015, la mostra presenta per la prima volta un’ampia rassegna di documenti inediti provenienti dall’archivio Cosimo Ridolfi di Meleto, che sono stati consultati grazie alla liberalità e alla disponibilità dei proprietari della Villa, Fabrizio Ghelli e sua moglie, Charlotte Tacke. Attraverso la lettura di queste carte, è possibile cogliere lo spirito e le idee che indussero Cosimo Ridolfi a realizzare questa scuola, fondata sul progetto vincente di un connubio virtuoso tra la formazione e la sperimentazione, ma anche ammirare molte delle macchine e degli strumenti agrari da lui stessi progettati, come il coltro “Ridolfi-Lambruschini”.

Fra le novità della mostra, ricordata dal sindaco Falorni, la scelta operata da Cosimo Ridolfi nel lontano 1857 di affiancare la fabbrica di strumenti rustici funzionante a Meleto da decenni con un punto-vendita che Ridolfi aprì nel centro di Castelfiorentino, e precisamente in Piazza Cavour, affidandone la gestione a Benedetto Ciapetti, bisnonno di Giovanni Ciapetti attuale titolare della “Ciapetti Lorenzo e figlio”. Un’azienda che si trova, attualmente, nella zona industriale di Pesciola e quindi può essere considerata come la più antica di Castelfiorentino ancora in attività. E’ stato lo stesso Giovanni Ciapetti a “certificare” questo collegamento con il suo bisnonno mettendo a disposizione del Comune diversi documenti dell’epoca.

La scelta di Ridolfi fu quella di un imprenditore lungimirante. Da pochi anni era stata infatti aperta la linea ferroviaria Empoli-Siena (inaugurata nel 1849) quale diramazione della ferrovia Leopola, e si aprivano pertanto prospettive di sviluppo commerciale impensabili fino a quel momento. Da notare, peraltro, che proprio la via della Stazione di Castelfiorentino porta il nome di Cosimo Ridolfi: e, forse, non si tratta di una casualità.

Alla mostra è inoltre possibile cogliere lo spessore internazionale di Ridolfi, che aveva saputo costruire una fitta rete di relazioni all’estero nei decenni che precedettero l’apertura dell’Istituto di Meleto, fino al culmine della sua carriera, che lo vide salire nel 1842 alla presidenza dell’Accademia dei Georgofili (carica detenuta ininterrottamente fino alla morta, avvenuta nel 1865). Proprio nel 1842 si colloca la Rosa che Vibert, uno dei floricoltori più famosi della Francia, ibridò appositamente per dedicarla a Cosimo Ridolfi, unico italiano ad essere onorato con un omaggio di questo tipo.

“Cosimo Ridolfi – ha sottolineato il sindaco Alessio Falorni – è un patrimonio non solo per Castelfiorentino, ma per tutto l’Empolese Valdelsa e siamo orgogliosi di aver promosso questa mostra che lo ricordi e soprattutto ne evidenzi il valore, non solo come agronomo ma anche come imprenditore. Una figura che si ricollega idealmente al nuovo indirizzo Tecnico Agrario recentemente attivato all’Istituto Enriques, a riprova di una scelta che guarda al futuro e fa leva allo stesso tempo sul legame con le nostre tradizioni e la nostra storia”.

Sono intervenuti alla presentazione anche il presidente del consiglio comunale Alessandro Ginori, Fabrizio Ferretti per l’Associazione Agricoltori Castelfiorentino, la professoressa Patrizia Ballarin dell'istituto superiore Enriques, Alessandro Spinelli curatore della mostra e Diego Conforti e Valerio Desideri che stanno realizzando proprio sull’esperienza di Meleto uno spettacolo teatrale con la compagnia “Fuori da i’ Comune” (in programma il 5 marzo al Teatro del Popolo, quasi esauriti i biglietti). Hanno inviato messaggi di saluto i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti nel progetto: il professor Gerardo Di Fonzo (Istituto Comprensivo) e la professoressa Patrizia Paperetti (Istituto Superiore “F. Enriques”).

La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio con il seguente orario: martedì e venerdì 21-23, giovedì 17-19 e 21-23, sabato 9-12, 16-19 e 21-23, domenica e festivi 17,30-19 e 21-23. Visite guidate (su prenotazione insieme alle scuole): martedì e giovedì 9-11.

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