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giovedì 14 dicembre 2017

Attualità giovedì 07 dicembre 2017 ore 12:05

La capsula del tempo da riaprire nel 2048

Su idea dell'insegnante larigiano Cristiano Papucci, una classe della scuola Montanelli Petrarca ha seppellito una valigetta rossa colma di ricordi

FUCECCHIO — Piccole cose, barattoli di vetro con i messaggi, previsioni, poesie, ricordi, fotografie, informazioni sul 2017, ma anche braccialetti, monete, piccoli giochi, una maglietta del basket con le firme dei compagni di squadra e una lettera segreta. Sono i "tesori" che i venticinque alunni della seconda C della scuola Montanelli Petrarca hanno chiuso in una valigetta rossa e seppellito mercoledì pomeriggio nel giardino dell'istituto, come una preziosa capsula del tempo che hanno promesso di recuperare fra trent'anni esatti.

L'idea è stata del professor Cristiano Papucci, insegnante di lettere, storia e geografia originario di Lari, in Valdera.

L'iniziativa ricorda un po' il film Segnali dal futuro, interpretato da Nicolas Cage, che racconta di un gruppo di alunni di una scuola elementare che realizzano dei disegni su come immaginano il loro futuro e i fogli, a distanza di cinquant'anni, vengono effettivamente riportati alla luce. "In realtà – ha spiegato il professor Papucci - l'idea mi è venuta leggendo la notizia di una capsula del tempo ritrovata qualche giorno fa in una cattedrale spagnola: un messaggio di 300 anni fa, redatto su pergamena da un sacerdote del tempo, e nascosta all'interno di una statua con la chiara intenzione di farlo pervenire alle future generazioni. Immaginare di ritrovarsi fra trent'anni, per uno scopo che può sembrare banale, ci obbliga a riflettere sulla brevità della nostra vita e sul tempo inesorabile che scorre. Viviamo come se non ci fosse un domani, come se la nostra vita fosse un continuo eterno presente...eppure tutto cambia, tutto passa".

Anche gli insegnanti hanno scritto alcuni messaggi personali, mentre l’ideatore del progetto ha inserito in uno dei barattoli una lunga lettera, stimolando non poco l’immaginazione e la curiosità degli alunni perché diretta ad ognuno di loro, ma assolutamente top secret per i prossimi trenta lunghi anni.

Appuntamento dunque, alle 16 di martedì 2 giugno del 2048. "Solo allora - ha commentato l'insegnante - a Dio piacendo, potremmo disseppellire la valigetta rossa, riaprirla, ritrovare i nostri ricordi e leggere tutti i messaggi. I miei alunni avranno 42 anni, io ne avrò 66".

L'obbiettivo del progetto è semplice. "Sapevo - ha precisato Papucci - che l’idea avrebbe stimolato la creatività e la fantasia dei ragazzi. La capsula del tempo li ha portati col pensiero in là di molti anni, hanno immaginato di tornare a scuola, tutti insieme, magari in compagnia dei loro figli; alcuni di loro hanno addirittura scritto messaggi rivolti ai loro futuri bambini. Siamo tutti affascinati dall'idea del "tempo", che scorre inesorabile, che tutto cambia e tutto distrugge. Non abbiamo affidato a quella valigetta rossa soltanto degli oggetti, poiché niente sfugge alla corruzione del tempo, e non sappiamo cosa ritroveremo dopo trent'anni; ma i nostri sogni, i nostri ricordi, le nostre speranze per il futuro, queste cose non arrugginisco e durano, sopravvivendo a tutto. Per gli alunni è stata l'occasione per un confronto con loro stessi. Poi tutto questo ha un significato storico, fa riflettere sull’importanza di avere un archivio della memoria da consegnare alle prossime generazioni, per mantenere viva la storia nelle sue mille sfaccettature, sia come storia di ogni individuo sia quella più generale della collettività. Non c’è futuro senza memoria".

Marcella Bitozzi

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