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martedì 17 luglio 2018

Attualità sabato 07 aprile 2018 ore 14:30

Striscione di Casapound al centro d'accoglienza

Il gesto dei militanti del gruppo di estrema destra dopo gli arresti per droga a carico di alcuni richiedenti asilo ospitati nella struttura



EMPOLI — Profughi falsi. Crimini e guadagni veri. E' il testo dello striscione affisso nella notte da CasaPound nei pressi del centro d'accoglienza in conseguenza ai tre arresti per spaccio di droga di altrettanti richiedenti asilo ospitati all'interno dell'ex scuola di Martignana. 

"I tre arresti in appena quaranta giorni - spiegano in una nota i militanti empolesi della sezione provinciale dell'associazione - sono la conferma di quanto CasaPound va denunciando ormai da anni e, cioè, che buona parte dei richiedenti asilo sono finti profughi che non scappano né da alcuna guerra né da alcuna persecuzione e che, quindi non hanno alcun diritto a restare sul suolo italiano". 

"I dati del Viminale - prosegue la nota - ci dicono che solo il 5% dei richiedenti ottiene lo status di rifugiato e questo dimostra che l'immigrazione di massa che sta subendo l'Italia da svariati anni è soltanto un business per quello comunemente conosciuto come sistema dell'accoglienza, composto da cooperative, Onlus, associazioni cattoliche e Ong. In realtà stiamo solo accogliendo migranti che non solo non hanno alcuna intenzione di integrarsi, ma iniziano a delinquere appena messo piede in Italia".

"Quanto sta accadendo - conclude la nota - ci rende ancor più convinti che la soluzione proposta da CasaPound sia l'unica percorribile: da una parte bloccando le partenze attraverso un intervento militare sulle coste libiche, dall'altra parte approntando piani di collaborazione con gli stati di provenienza dei migranti per la costruzione di infrastrutture ad opera di imprese italiane che dovranno impiegare manodopera locale, in particolare gli stessi migranti rimpatriati. Altre soluzioni non ve ne sono, se non quella di continuare a foraggiare un sistema criminale che sfrutta gli immigrati e costa miliardi di euro alle casse statali".



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