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lunedì 05 dicembre 2016

Politica martedì 29 marzo 2016 ore 17:59

Trivelle, le ragioni del sì

Prendono una posizione alcuni consiglieri di Uniti a Sinistra: "Il 17 aprile votiamo, la partecipazione è il bene fondante della democrazia"

MONTESPERTOLI — La presa di posizione arriva da Cristiana Bellan, Enrica Belloni, Cinzia Farina, Florian Häeusl, Sauro Mori, Mauro Mucciarelli, consiglieri comunali del gruppo di Uniti a Sinistra.

"Votando sì al referendum - dicono i consiglieri - possiamo abrogare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo". 

Secondo i consiglieri votare sì è utile anche per bloccare le concessioni per estrarre il petrolio quando i contratti giungeranno a scadenza.

"Rimane indubbio - si legge nelle loro motivazioni - che l’Italia non possa andare ancora avanti per molto con una politica energetica basata sull’importazione dell’85% del proprio fabbisogno. Proponiamo quindi di investire sul solare ad alta efficienza e sul risparmio energetico industriale Riteniamo sia importante curare gli interessi dei cittadini e non gli interessi dei più forti, siano essi banche o petrolieri, a discapito dei cittadini stessi Chiediamo che venga chiarito dai petrolieri e dal Ministero la necessità di lasciare incustodite 44 tra piattaforme e teste sommerse, causa di maggior danno ambientale di quelle attive".

Il comunicato dei consiglieri di Uniti a Sinistra interviene poi sulla questione dei lavoratori: "Riteniamo che le voci dei licenziamenti causati dall’abrogazione della norma siano solo squallide minacce volte a spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dal vero obiettivo del referendum".

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