Stoccati abusivamente in due capannoni nell'Empolese e in un'area della zona industriale di Carrara c'erano 3.120 tonnellate di rifiuti pericolosi: la scoperta, con conseguente sequestro dei materiali, è frutto di un'attività della guardia di finanza e dei carabinieri del Noe, il nucleo operativo ecologico di Firenze.
Polimeri triturati, scarti di cavi elettrici e scarti tessili sono risultati illecitamente gestiti e depositati in maniera stabile e continuativa e per questo 4 persone - tre di nazionalità italiana e una del Marocco - sono state denunciate per gestione abusiva di discarica e di rifiuti pericolosi.
I militari dell'Arma e della Finanza hanno operato con l'ausilio dei tecnici Arpat e, a Castelfiorentino, della polizia locale. Qui sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro anche circa 50 metri cubi di eternit, PFU, motori non bonificati e macerie da costruzione e demolizione, un escavatore e altre attrezzature per la movimentazione delle merci, nonché un’autofficina meccanica abusiva.
L'intervento era nato dalla segnalazione del Comune castellano, che aveva evidenziato l’insolita presenza di rifiuti in aree private. Le verifiche hanno portato alla luce l'assenza di qualsivoglia autorizzazione per quelle attività, della documentazione fiscale per ricostruire la tracciabilità delle merci/rifiuto e dei presidi per la prevenzione di incendi.
Stessa situazione per il terzo sito, quello scoperto a Carrara in cui lo stoccaggio è apparso più recente. Si trattava di un'area all’aperto dove i rifiuti erano esposti alle intemperie. La discarica abusiva lì era composta da cumuli per circa 120 tonnellate di polimeri triturati: è stata anch’essa posta sotto sequestro.