Una vita per il palcoscenico da regista, drammaturgo e fine studioso. Poi, nel Luglio 2025, un grave incidente stradale che lo aveva costretto in Rsa. E' morto la scorsa notte ad Empoli Gianfranco Pedullà, protagonista di primo piano del teatro e della cultura toscana. Aveva 69 anni.
Nato nel 1957, Gianfranco Pedullà ha dedicato oltre quarant’anni al teatro. Nel 1980 ha fondato Mascarà Teatro, poi Teatro Popolare d’Arte, dando vita a un lungo percorso di ricerca, produzione e formazione.
Dal 2010 ha diretto il Teatro delle Arti di Lastra a Signa, trasformandolo in un importante punto di riferimento culturale per il territorio. Particolarmente significativo anche il suo impegno nel teatro sociale e nel teatro in carcere, con il progetto Il Teatro del Mare realizzato nella casa di reclusione di Gorgona, e nella promozione del teatro come strumento di inclusione e crescita.
Il cordoglio delle istituzioni
"Era una persona di straordinario carisma e di amore non comune per il teatro; ha costituito un riferimento per tutti i teatri della toscana perché riusciva a interpretare i valori della diffusione del teatro tra la gente e nella società civile. E’ una gravissima perdita per la cultura toscana”, ricorda il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
“Ho conosciuto molto bene Gianfranco – prosegue Giani – ed era una persona di grande riferimento nel mondo teatrale e culturale di tutta la Toscana. Ricordo che, ancora adolescente, riusciva a portare complessi come i Whisky Trail al liceo di Scandicci. E al teatro e alla diffusione della cultura ha dedicato tanta parte della sua vita".
L'assessora regionale alla cultura Cristina Manetti aggiunge: "Particolarmente significativo è stato il suo impegno nel teatro sociale e nel teatro in carcere. Con il progetto Il Teatro del Mare, realizzato nella casa di reclusione di Gorgona, ha dimostrato concretamente come il teatro possa diventare una figura di riferimento. Per decenni ha inoltre collaborato con la Fondazione Toscana Spettacolo, contribuendo alla crescita e alla diffusione della cultura".
"Con Gianfranco Pedullà - ha concluso Manetti - scompare una figura che ha saputo coniugare il rigore dello studioso, la passione del regista e la responsabilità civile dell’uomo di cultura. Il suo lavoro resterà nel patrimonio teatrale della Toscana e soprattutto nelle esperienze, nelle persone e nelle comunità che ha incontrato e accompagnato attraverso il teatro".