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giovedì 14 dicembre 2017

PAROLE IN VIAGGIO — il Blog di Tito Barbini

Tito Barbini

In primo piano per decenni, nella politica italiana, all’improvviso non ne senti parlare più. Chiedi e nessuno sa darti notizie. Poi scopri che ha fatto una cosa che molti vorrebbero fare, ma sognano soltanto: dare lo stop alla vita di sempre e partire. Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di Francois Mitterand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino. Da allora attraversa confini remoti e racconta i suoi viaggi e i suoi incontri nei libri. E’ ormai, a tempo pieno, scrittore di viaggi. Più di dieci libri, non solo geografia fisica, paesaggi e luoghi, ma geografia della mente. In Patagonia o nel Tibet, un mondo altro, fatto di dolori, speranze, delusioni. Nel 2016 è uscito il libro "Quell’idea che ci era sembrata così bella - Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio"

Come Corbyn

di Tito Barbini - lunedì 23 ottobre 2017 ore 21:33

Jeremy Corbin
Jeremy Corbin

Che devo dire? Anch'io, come Corbyn, ho passato i settanta (anzi, mi scuso con Geremy, lui ne ha solo 68) e come lui ho dei nipotini che mi guardano stupiti ogni volta che gli racconto una favola. Già...le favole. 

Posso permettermi di dire ai miei compagni di Art.Uno quello che penso? Caro compagno Speranza hai chiesto a Renzi di cambiare per farti rispondere che non cambierà proprio nulla. Ma davvero ci credevi? Chi può capire questi giochi tattici? Davvero siamo a questo punto? Davvero pensiamo che nel 2017 questo sia il modo di fare ancora politica? 

Per cambiare la vita della gente occorre un progetto credibile, alternativo, che non ci veda, un giorno si e l'altro pure, a rincorrere un PD salvifico che sia, bontà sua, disposto a cambiare. Abbiamo bisogno di un colpo d'ala che parli al cuore della gente e affronti i loro problemi concreti. Ma davvero è cosi difficile ritrovarci, partendo dalle nostra idea di governo, dai nostri valori, con la passione e la radicalità di Fratoianni, Civati, della Falcone, di Montanari e tanti altri della sinistra politica e dei movimenti che muovono dalla società civile di questo paese. Non siamo d'accordo su tutto? Non importa, è evidente che questa sinistra avrà maggiore forza nella misura in cui conterrà al suo interno posizioni articolate.

Possiamo chiedere alla cosiddetta sinistra del PD di avere più coraggio e di non essere condannata, per un piatto di lenticchie, alla sua inutilità?
Io voglio una sinistra alla Corbyn, non settaria o nostalgica ma aperta e inclusiva, che entro Novembre celebri una grande assemblea e costruisca finalmente un grande soggetto unitario alternativo al PD renziano. Vedremo poi se il PD cambierà. E' chiedere troppo?

Se la sinistra non rovescia il tavolo delle diseguaglianze qual è il suo compito? Non penso, anche se alle volte è necessario, fare solo tattica o essere ossessionati dalla governabilità. Oppure ogni volta... perché altrimenti vince la destra. Altro che perdersi dietro un treno che ormai viaggia in un binario morto. La domanda che ci rivolgerebbe Corbyn, ma anche Sanders, è proprio questa: cosa aspettate a costruire in Italia questa speranza?

Tito Barbini

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