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Cronaca sabato 30 settembre 2017 ore 09:00

Incendio sotterraneo ex conceria, indaga l'Arpat

Nell'area del depuratore in disuso c'è stata una combustione dei fanghi pressati. A inizio settembre erano già intervenuti i vigili del fuoco



CASTELFIORENTINO — La mattina di martedì scorso i tecnici di Arpat, attivati dalla sala operativa della protezione civile su richiesta dei vigili del fuoco, sono intervenuti in località Rimorti, nella zona del vecchio depuratore di una ex conceria, per l’emissione di fumo proveniente dal sottosuolo. L'agenzia ambientale ha avviato un'indagine per capire i motivi dell'incendio sotterraneo e le eventuali conseguenze.

L’area è iscritta all'anagrafe regionale dei siti inquinati

Secondo il personale dei vigili del fuoco, il fumo proveniva dalla stessa zona dove per lo stesso motivo erano intervenuti lo scorso 6 settembre chiamati dalla polizia municipale che era stata attivata dai tecnici di Arpat presenti sul posto per accertamenti.

Per capire la natura del fenomeno, il Comune ha disposto l’escavazione del terreno intorno al punto dove si stava sprigionando il fumo.

Dallo scavo, effettuato fino a circa 1,5 metri di profondità, è stato estratto materiale ad alta temperatura attestante la combustione in atto nel sottosuolo di quell’area. Tale materiale era visibilmente costituito da rifiuti vari e da ammassi riconducibili a fanghi filtropressati. Sono stati quindi prelevati campioni dei rifiuti interrati per sottoporli ad analisi di classificazione della loro pericolosità.

"Non è stato possibile individuare la causa di innesco della combustione - hanno affermato da Arpat -, che comunque potrebbe essere stata favorita dalla presenza di radici di vegetazione e dal contenuto organico dei fanghi filtropressati derivanti dalla depurazione delle acque reflue di lavorazione dei pellami".

I vigili del fuoco hanno provveduto a spegnere i vari focolai emersi durante le operazioni di movimentazione del terreno. Dalla consultazione della banca dati SISBON la zona dove si è originato il fumo e quella dove sono stati rinvenuti i rifiuti risultano esterne alla perimetrazione del sito riportata in anagrafe.

I tecnici di Arpat erano già intervenuti presso lo stesso depuratore lo scorso 1 settembre per un incendio che aveva interessato solo la vegetazione intorno all’area senza coinvolgere sostanze chimiche e/o rifiuti; le acque di spegnimento erano state completamente assorbite dal terreno e non vi erano tracce di ristagni e/o percolazioni verso i fossi presenti nel fondovalle.

Il Comune di Castelfiorentino ha disposto con ordinanze la messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio.



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