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martedì 25 febbraio 2020

Attualità sabato 24 settembre 2016 ore 12:45

Rio Vallebuia e Rio di Fucecchio, gli interventi

Il protocollo d’intesa col Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno rappresenta un passo in avanti per la messa in salvaguardia dei territori limitrofi



E’, tuttavia, solo una parte di un percorso ben più complesso avviato qualche anno fa, che ha preso concreta spinta con la redazione del Regolamento Urbanistico Comunale. Ogni intervento di salvaguardia idraulica del territorio, difatti, non può prescindere da una preliminare (e attenta) opera pianificatoria, che coinvolge più Enti.

Dopo l’approvazione del R.U.C. il Comune ha dato incarico ad un ingegnere idraulico di redigere il progetto preliminare delle due casse di laminazione, progetto che è stato approvato e poi presentato all’Autorità di Bacino per l’inserimento nel P.G.R.A. (Piano Generale Rischio Alluvioni), licenziato a fine 2015. Contestualmente è stata attivata la necessaria collaborazione con la Regione, per il finanziamento degli studi specialistici connessi alla progettazione definitiva, e col Consorzio, per la predisposizione di un cronoprogamma condiviso degli espropri e dell’intervento (i lavori, difatti, verranno poi concretamente eseguiti dal Consorzio). Presto verrà sottoscritto un ulteriore documento congiunto Comune-Consorzio da inoltrare alla Regione, per dimostrare la volontà e la disponibilità dei due Enti (anche in termini di compartecipazione alle risorse) ad impegnarsi per realizzare concretamente le opere. Il Comune curerà la progettazione definitiva ed esecutiva, col supporto del Consorzio che gestirà gli studi specialistici.

L’intento è quello di arrivare a fine anno con tutte le carte in regola per presentarci in Regione e chiedere i fondi (la stima è circa 1 milione di euro). Le due opere, infatti, devono essere necessariamente inserite nel D.O.D.S. (Documento Operativo Difesa Suolo) al fine di poter accedere ai finanziamenti. La volontà dell’Amministrazione Comunale è quella di arrivare a mettere in sicurezza idraulica sia le abitazioni limitrofe al Rio Vallebuia che quelle lungo tutta l’asta del Rio di Fucecchio, in un arco di tempo ragionevole che, comunque, vista la tipologia e l’entità degli interventi, non potrà che avere respiro pluriennale.

A conclusione di questo ragionamento, tuttavia, occorre ribadire che la tutela delle persone e delle cose passa anche da una necessaria, maggiore, consapevolezza nella popolazione, riguardo ai rischi che un territorio può presentare e alla conseguente capacità di agire sia preventivamente che in caso di evento calamitoso. Per esempio, essere informati sulle allerte meteo è fondamentale per chi abita in zone a rischio. E, per esempio, in caso di allerta meteo in quelle zone è sconsigliato lasciare le auto nei seminterrati. Non tutto è demandabile al Comune o a una qualsiasi altra autorità. Se impariamo a conoscere i rischi e a comportarci di conseguenza potremo ridurre i danni in caso di evento e riusciremo a riprenderci più rapidamente. In una sola parola, saremo una comunità più “resiliente”.



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Coronavirus, questo è il momento della razionalità e della responsabilità

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