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sabato 17 novembre 2018

Attualità martedì 06 novembre 2018 ore 13:52

Due milioni per rinnovare la biblioteca Fucini

La sindaca Barnini: "Un grandissimo risultato. Per me personalmente un impegno rispettato per uno dei luoghi a cui sono più affezionata a Empoli"



EMPOLI — Alla biblioteca comunale ‘Renato Fucini’  sono iniziati da qualche giorno (esattamente la consegna risale al 17 ottobre) i lavori di consolidamento e restauro. Il progetto totale ha un valore di 1,98 milioni di euro, il ribasso d’asta vede il costo dell’opera scendere a 1,185 milioni, ma una quota del ribasso potrà essere, come di consueto, reinvestito nel cantiere per vari imprevisti e nuove esigenze che potrebbero sorgere. La ditta incaricata è la Cooperativa Archeologia di Firenze, specializzata in interventi simili.

La previsione della durata dei lavori è di 8 mesi, quindi a fine maggio le nuove sale della biblioteca saranno pronte per tornare a essere il regno dei libri e della lettura. In totale l’intervento interessa 1200 metri quadrati posti al piano terra e al primo piano dell’attuale stabile di Via Cavour.

Dopo l’intervento di recupero e ampliamento le postazioni di lettura e studio passeranno dalle 90 attuali a 200. Al termine dei lavori la biblioteca comunale tornerà quindi a essere composta dalle attuali sale a disposizione nel complesso dell’ex convento degli Agostiniani a cui si aggiungeranno gli spazi dell’edificio chiuso nel luglio 2012.

"Ce l'abbiamo fatta – ha commentato la sindaca Brenda Barnini visitando l’area di intervento proprio questa mattina -. Anche il cantiere della biblioteca comunale ‘Renato Fucini è partito. 8 mesi per restaurare e riaprire al pubblico la Sala Maggiore, la Sala Tassinari e tutte le sale su Via Cavour. Un grandissimo risultato per la nostra città. Per me personalmente un impegno rispettato per uno dei luoghi a cui sono più affezionata di Empoli".

Il progetto prevede il consolidamento e restauro del vecchio edificio di Via Cavour. L’intervento consiste prima nel consolidamento sismico delle strutture e quindi il restauro architettonico vero e proprio. Verranno realizzate le opere impiantistiche comprendenti: impianto elettrico, termico, idrosanitario, impianto antincendio ed antintrusione. L’intervento di restauro prevede il recupero completo di tutti gli infissi esterni, compreso il rinforzo dei vetri delle finestre, la maggior parte dei quali risalente all’epoca della loro installazione.

Il vano scala a tre rampe su via Da Vinci verrà demolito ma il suo involucro esterno verrà conservato ed il suo volume reintegrato, sulla base di fonti documentarie fotografiche, in modo da restituirlo all’unitarietà visiva che gli era propria. Al suo interno troveranno posto locali tecnici e la centrale termica poiché quella attuale (che si trova nel piazzale sul retro dell’edificio), che costituisce evidentemente un’aggiunta priva di valore storico ed estetico, verrà demolita.

Nella zona adiacente verrà realizzata una scala esterna metallica di sicurezza, conforme alle normative antincendio che consentirà anche l’accesso al locale tecnico posto al primo piano. In prossimità dell’accesso alla biblioteca da Via Da Vinci è previsto un ascensore per consentire il superamento delle barriere architettoniche.

I solai a volta del primo piano verranno consolidati tramite l’inserimento di profilati metallici necessari a sostenere il peso delle librerie, il progetto prevede la demolizione dei solai del mezzanino e la sostituzione del solaio di calpestio della sala Tassinari in quanto inadeguato a sostenere i carichi di esercizio.

Al piano primo sono previste alcune modifiche distributive relative alla zona oggi adibita e deposito libri dove verranno creati nuovi servizi igienici. Gli altri uffici, la sala maggiore e la sala Tassinari verranno consolidati e restaurati. La Sala Tassinari inoltre sarò oggetto di uno specifico restauro delle scaffalature in legno, anche queste risalenti alla fine dell’800. Proprio in questi giorni vengono smontate per essere portate in un laboratorio di restauro: si tratta di manufatti coperti dal vincolo della Soprintendenza.

I sottotetti verranno dotati di opportuno isolamento termico. Il tetto in cotto verrà smontato e reimpiegato dopo aver inserito lo strato impermeabilizzante. Per le pavimentazioni si procederà a smontaggio, restauro, reintegrazione e rimontaggio oppure alla loro completa demolizione.

Gli intonaci esistenti saranno, per quanto possibile, conservati. Per ciò che riguarda le facciate, lo stato attuale è fortemente degradato in quanto il paramento ad intonaco risulta quasi completamente mancante. Il recupero prevede il mantenimento delle porzioni in essere e la reintegrazione secondo materiali e forme esistenti. La facciata su Via Da Vinci riacquisterà l’immagine che aveva ottenuto a partire dal 1925 e che si era mantenuta fino alla fine degli anni Sessanta.

La storia della biblioteca di Empoli prende avvio nei primi anni dell'Ottocento, quando Monsignor Giovanni Marchetti (empolese diventato vescovo di Ancira, l'attuale Ankara) operò il lascito della sua preziosa libreria per consentirne l'uso pubblico. Dopo una prima fase in cui non fu chiaro di chi fosse la proprietà e la responsabilità della gestione delle collezioni, tra la Comunità e il Capitolo, il fondo librario fu acquistato a cura del proposto di Empoli, Bonistalli, dagli eredi Marchetti e donato alla Comunità, con la clausola di garantirne l'uso pubblico e di mantenere a cura della autorità ecclesiastica il diritto di nominare il bibliotecario.

Il 15 marzo 1833 è la data ufficiale della nascita della biblioteca comunale, che venne annessa formalmente alle pubbliche scuole, istituite nel 1820. L'anno successivo, dopo la ristrutturazione dei locali, la biblioteca divenne effettivamente pubblica. Alla morte del proposto Bonistalli, il Comune stabilì che la nomina del bibliotecario avvenisse per pubblico concorso, aperto ai cittadini con la Fede di specchietto, in grado di leggere e scrivere e provvisti di tutte le garanzie morali e civili.

Il concorso venne bandito nel 1852, segnando il definitivo distacco dalla chiesa: da allora il bibliotecario divenne un impiegato comunale a tutti gli effetti, con le funzioni di segretario delle scuole. Accanto alla figura del bibliotecario, c'era anche la figura del bibliotecario-onorario (carica assegnata a insegnanti delle pubbliche scuole o a personalità del mondo della cultura empolese, ma senza compenso).

Il comune da allora stanziò fondi specifici per gli acquisti librari, fornendo alla biblioteca crescente autonomia rispetto alla scuola. Sempre nel 1852 l'Ufficio Tecnico Comunale realizzò il progetto per l'illuminazione della biblioteca, in modo tale da poterla aprire anche di pomeriggio.



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