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Attualità lunedì 21 gennaio 2019 ore 10:38

"Tanti fattori incidono su operato dei poliziotti"

Giordano (Silp Cgil) sulla morte di Arfauoi chiede prudenza e cautela: "Va tutelata l’istituzione Polizia, senza accostamenti”



EMPOLI — Mentre ancora si attende l'autopsia - prevista per oggi - sul cadavere di Arafet Arfaoui, il 31enne tunisino morto giovedì scorso a Empoli durante un fermo di polizia, sul caso interviene anche  Antonio Giordano, segretario generale Silp Cgil Firenze. Lo fa per invitare tutti "ad una maggiore cautela e prudenza"  quando, "in casi come quello di Empoli - dove una persona è deceduta durante un controllo di polizia - si ritiene di poter colpevolizzare o assolvere a prescindere in una rincorsa alla delegittimazione o al consenso".

"Comprendo il dolore e la sofferenza di coloro i quali hanno vissuto e sofferto in prima persona il verificarsi di situazioni analoghe - scrive Giordano - ma è necessario considerare che episodi, seppur tragici, non devono mettere in discussione o incrinare il rapporto di fiducia dei cittadini verso le poliziotte, i poliziotti che quotidianamente sono impegnati, in decine di migliaia, per garantire sicurezza a tutti i cittadini a costo di sacrifici personali, familiari o della vita stessa - come da ultimo verificatosi pochi giorni fa in provincia di Messina.

Non ho dubbi sulla buona fede e sull’onestà dei colleghi che sono intervenuti ad Empoli perché sono convinto che non ci siano per le strade sceriffi o giustizieri ma donne e uomini, madri e padri in divisa che operano coscienziosamente in un delicatissimo territorio ed in un altrettanto delicatissimo contesto socio-economico dove sembra prevalere lo scontro anziché il confronto, l’intolleranza anziché la coesione sociale.

Come poliziotti e come cittadini, senza peraltro voler fare del vittimismo o per giustificare episodi su cui solo la magistratura, nella quale riponiamo la massima fiducia, potrà fare chiarezza, dobbiamo considerare alcuni e non esclusivi fattori i quali, a mio avviso, incidono sulla qualità, professionalità e regolarità dell’operato in generale dei poliziotti in contesti sempre più complessi in cui è necessario disporre di adeguate forme e modalità di comunicazione e anche di preparazione fisica.

  • L’ esponenziale innalzamento dell’età anagrafica e di servizio.
  • La carenza organica - dovuta al parziale blocco del turnover degli anni passati il quale, in concomitanza con una maggiore richiesta di impiego del personale causata dall’innalzamento dell’allerta per i rischi alla sicurezza dovuti agli attentati terroristici di matrice islamica in Europa – costringe i poliziotti di alcuni specifici Uffici e Reparti a turni estenuanti, a volte non seguiti da necessario riposo.
  • La carenza di adeguata ed idonea attività di aggiornamento, formazione ed esercitazione, causata dall’assiduo impiego in servizi operativi per esigenze indifferibili e considerata, il più delle volte, una noiosa pratica da sbrigare.
  • Sta facendo molto clamore in questi giorni la protesta dei lavoratori ungheresi giustamente indignati poiché obbligati a lavorare almeno per 400 ore di straordinario all’anno retribuito, poi, nei 3 anni successivi. L’ hanno definita: legge schiavista.

    E se dicessi che ci sono poliziotti che ne fanno 800 o più di ore di straordinario all’anno e che una parte di questo viene pagato con più di un anno di ritardo? E se dicessi che ci sono poliziotti che fruiscono di un solo giorno di riposo dopo 20 giorni consecutivi di lavoro con decine di ore di straordinario? Ci indigneremmo? Un operatore di polizia ha a disposizione 12 giornate all’anno per aggiornarsi, addestrarsi ed esercitarsi al tiro per far si che, almeno formalmente, mantenga un’adeguata formazione e professionalità. E se dicessi che ci sono poliziotti che non riescono ad effettuare neanche una giornata di aggiornamento o addestramento all’anno? E se dicessi che ci sono poliziotti che non si esercitano al tiro da anni anche per mancanza di risorse o per intempestiva organizzazione? Ci indigneremmo?

    E’ necessario che tutti pretendano ed ottengano dai governanti, che la Polizia sia più efficiente, professionale, formata e anche etica. L’Istituzione Polizia esiste da 167 anni, c’era prima di noi, ci sarà dopo di noi. Dobbiamo, per favore, lasciarla libera da momentanei accostamenti o personalizzazioni che rischiano di allontanarla da una parte di cittadini se vogliamo che possa continuare ad ergersi a garanzia della democrazia e di tutti, gialli, verdi o rossi e se vogliamo che tutti possano averne fiducia. Il rischio e la posta in gioco sono molto alti per noi e per il futuro dei nostri figli. L’equilibrio è indispensabile. Il sostegno formale può essere gradito. Il sostegno e l’impegno sostanziali sono necessari".

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