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lunedì 20 maggio 2019

Attualità mercoledì 08 maggio 2019 ore 16:04

Grave malattia alle coronarie, operato e a casa

L'equipe medica che ha eseguito l'intervento

Paziente con grave malattia delle coronarie, operato in sicurezza al S.Giuseppe grazie a strumento di nuova dotazione in emodinamica



EMPOLI — Rischio operatorio di angioplastica coronarica straordinariamente ridotto su un paziente con una grave malattia delle arterie coronarie grazie a una nuova procedura interventistica eseguita per la prima volta nella cardiologia dell’ospedale San Giuseppe di Empoli

E’ successo nei giorni scorsi nel reparto diretto da Attilio Del Rosso: il paziente diversamente avrebbe dovuto essere sottoposto a un intervento cardiochirurgico con un rischio operatorio proibitivo per le sue condizioni. Il trattamento è stato invece possibile grazie a impianto di sistema di assistenza ventricolare, recentemente acquisito dalla Azienda USL Toscana Centro come dotazione per le sale di emodinamica. La procedura è stata eseguita senza complicazioni dall'equipe di emodinamica coordinata da Francesco Bonechi con il supporto del personale medico, infermieristico, dei tecnici radiologi e della chirurgia vascolare.

Lo strumento è già in dotazione in tutte le emodinamiche cardiologiche dell’Azienda sanitaria e all’ospedale di Santa Maria Annunziata è già stato applicato. Ora che è nella disponibilità dell’ospedale di Empoli, il dispositivo apre a nuove possibilità di trattamento anche al San Giuseppe per i pazienti con grave compromissione cardiaca o stato di shock cardiogeno, fornendo alla cardiologia di Empoli una tecnologia all'avanguardia per il trattamento dei pazienti con cardiopatia ischemica.

Il nuovo dispositivo, costituito da una pompa miniaturizzata che viene posizionata nel ventricolo sinistro attraverso una puntura arteriosa femorale in anestesia locale, è in grado di aumentare la portata cardiaca di circa 4 litri. Il sistema è stato poi rimosso alla fine della procedura con possibilità di rapida mobilizzazione del paziente che, dopo un periodo di osservazione in Unità di Terapia Intensiva Cardiologica e in degenza cardiologica, è potuto tornare a casa dopo solo quattro giorni.



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