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Attualità mercoledì 21 dicembre 2016 ore 17:04

La residenza dove i disabili vivono assieme

Si tratta di Casa Arrighi, recentemente ristrutturata e utilizzabile su due piani. Adesso può ospitare fino a sette persone



EMPOLI — Inaugurazione ufficiale oggi, mercoledì 21 dicembre, per ‘Casa Arrighi’, abitazione in via Meucci destinata al cohousing di ragazzi con disabilità.

Si sono conclusi pochi giorni fa i lavori per l’ampliamento degli spazi della residenza, nata nel 1997 come centro di accoglienza per persone con disabilità, che poi si è trasformata in questa innovativa ‘scommessa’.

Dal 2014 la Fondazione Dopo di Noi gestisce in quell’edificio un progetto, anche grazie ad un finanziamento regionale, che prevede vita indipendente e inclusione nella società di ragazzi disabili. Gli ospiti vivono in questa abitazione autogestita.

Si tratta di un percorso stabile di servizi orientato all’autonomia di chi vi abita, realizzando di fatto una soluzione alternativa alle residenze assistite, che permette di vivere lontano dai propri cari, sviluppando un nuovo percorso di autonomia e di relazioni, puntando all’obiettivo di emanciparsi dalla famiglia di origine. Casa Arrighi rappresenta una buona pratica di collaborazione tra ente pubblico, servizio sanitario e Fondazione che prova a individuare un micro sistema da poter, se possibile nel tempo con il reperimento di finanziamenti, ripetere.

All’inaugurazione sono intervenuti Brenda Barnini, Sindaco del Comune di Empoli; Arianna Poggi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Empoli; Pier Luigi Ciari, Presidente della Fondazione Dopo di Noi Onlus; Enrico Sostegni, Consigliere regionale della Toscana; il sindaco di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti, Ignazia Scibetta, Resp. Coordinatore Servizi Sociali Zona Empoli Asl Toscana Centro. Non sono mancate tutte quelle persone che gravitano attorno al progetto, gli operatori della fondazione, gli assistenti familiari, i sostenitori di Dopo di Noi, fra cui importanti aziende locali che non fanno mancare il loro contributo.

 Grazie a questo intervento ‘Casa Arrighi’, finora utilizzata solo al piano terra può essere vissuta dagli ospiti anche al primo piano. Dunque oggi offre fino a un totale di 7 posti.

Le persone disabili possono usufruire del cohousing attraverso una proposta d’inserimento avanzata dai servizi sociali dell’azienda sanitaria che suggerirà alla famiglia di persone adulte, ma finora mai veramente autonome, di provare a vivere da soli. Coloro che avviano l’esperienza dentro ‘Casa Arrighi’ sono seguiti, 24 ore su 24, da personale della fondazione ‘Dopo di Noi’, nelle ore diurne anche da un educatore, e contribuiscono con una compartecipazione mensile.


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