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sabato 29 febbraio 2020

Lavoro venerdì 05 luglio 2019 ore 16:05

Madre con sclerosi licenziata, è sciopero

La donna, categoria protetta, ha perso il lavoro dopo più di sei mesi di cure. Cgil annuncia sciopero. Il senatore Parrini interroga Di Maio



EMPOLI — La donna ha 45 anni, è sposata e madre di un bambino di dieci anni. La sua vicenda da ieri è balzata su tutte le cronache regionali e nazionali.

Dalla sezione empolese del sindacato Cgil, dove oggi si è tenuta una conferenza stampa per chiarire meglio la situazione, auspicano un ritiro della lettera di licenziamento, se così non fosse andrebbero avanti con iniziative legali.

E per l'11 luglio Filcams-Cgil, insieme ai colleghi della donna, ha indetto uno sciopero. 

La donna era assunta come categoria protetta all'Eurospin Tirrenica di Vinci. Aveva superato i sei mesi di malattia e si è vista recapitare la lettera di licenziamento, effettivo dal 27 giugno. Da Filcams Cgil avevano precisato che la donna avrebbe avuto "diritto a 12 mesi di aspettativa non retribuita".

Secondo il sindacato ci sono tutti gli estremi per chiedere l'annullamento del licenziamento, perché una lavoratrice in categoria protetta non ha le stesse possibilità (e quindi gli stessi vincoli di tempo per il licenziamento) di una persona in completa salute. Ad avvalorare questa tesi anche alcune sentenze già emesse dalla Corte Europea di Giustizia e dalla Corte di Cassazione.

Alla conferenza erano presenti il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia e quello di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti

Il senatore empolese del Pd, Dario Parrini, ha fatto sapere di aver pronta un'interrogazione al ministro del lavoro Luigi Di Maio riguardante la situazione della 45enne empolese: “I fatti noti al momento ci dicono che i diritti di Stefania, madre di un bambino di dieci anni e affetta da una seria malattia, sono stati violati con un licenziamento discriminatorio. È una vicenda grave. Al di là dei suoi risvolti legali e giuridici, la mobilitazione del sindacato è sacrosanta. Per quanto mi riguarda, depositerò nelle prossime ore un'interrogazione al ministro del lavoro Luigi Di Maio per conoscere le sue valutazioni in merito e per chiedergli di fare tutto quanto è in suo potere contro questa ingiustizia”.



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