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domenica 23 settembre 2018

Lavoro martedì 10 novembre 2015 ore 19:00

Un nuovo incontro per la Navico RBU Italia

Iuri Campofiloni (Fiom Cgil) giudica positivo il tavolo dell'unità di crisi sull'azienda di Montagnana: "Ma rimaniamo in attesa del piano industriale"



MONTESPERTOLI — Nuovo incontro per la Navico RBU Italia di Montagnana, multinazionale produttrice di strumenti per la navigazione, che dopo l'uscita dei due lavoratori a cui era stato presentato il trasferimento presso la sede di Auckland in Nuova Zelanda, conta ora 41 dipendenti.

A margine dell'incontro, cui erano presenti le Istituzioni, l'azienda assistita da Confindustria, la Rsu e le organizzazioni sindacali, Iuri Campofiloni della Fiom Cgil di Firenze, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Prendiamo atto con piacere della smentita riguardo a una riorganizzazione aziendale in atto in Navico. Accogliamo volentieri la volontà dell'azienda di illustrare il Piano industriale aggiornato per il 2015-2018. Molti aspetti riguardo alle prospettive ci lasciano però dubbiosi, a partire dal fatto che i numeri annunciati sono ipotetici, poiché basati su previsioni di mercato. Ci riserviamo comunque di effettuare una valutazione approfondita assieme alle istituzioni nel mese di gennaio, quando sarà convocato un nuovo incontro in Città Metropolitana. Nostra intenzione è infatti quella di continuare a monitorare periodicamente l'attività, in particolare riguardo all'utilizzo di ammortizzatori sociali, data la scadenza a fine 2015 del Contratto di Solidarietà in essere, ed anche rispetto alla questione dell'affitto dell'immobile in scadenza a gennaio 2017, per la quale la proprietà dello stabilimento ha richiesto un aumento del canone contrattuale. Constatiamo infine che la divisione “prodotti speciali”, che doveva essere spostata in Nuova Zelanda in tempi brevi per permetterne l'accentramento in un'unica sede del gruppo e da dove venivano i due addetti che hanno interrotto il rapporto di lavoro con Navico, non è ancora partita”.



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