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Cultura venerdì 17 luglio 2015 ore 19:22

Dal premio Pozzale la solidarietà a Lampedusa

Al Chiostro degli Agostiniani cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento alle opere di Giulio Angioni, Giovanni De Luna e Andrea Nicolotti



EMPOLI — Nel ‘Chiostro’ degli Agostiniani, nel cuore della cultura di Empoli, si respiravano le radici, i valori e la storia di una comunità, quella empolese che, dal 1948, per 63 edizioni, non manca di riunirsi, partecipare e vivere la cerimonia di assegnazione del premio letterario ‘Pozzale - Luigi Russo’. Un evento che richiama l’attenzione di molti, amanti della lettura ma anche appassionati di un premio che è uno dei simboli di Empoli, il massimo riconoscimento culturale della città.

La consegna è avvenuta da parte della giuria, del comitato organizzatore e dell’amministrazione comunale che si impegna affinché il ‘Pozzale’ sia un momento di identificazione e torni a essere sempre più un evento di condivisione della cultura per tutti i cittadini.

Anche in questa edizione sono stati tre i vincitori: Giulio Angioni, autore del libro ‘Sulla faccia della terra’; Giovanni De Luna, con ‘La Resistenza perfetta’; e Andrea Nicolotti con lo studio ‘Sindone. Storie e leggende di una reliquia controversa’.

A consegnare le targhe il sindaco di Empoli Brenda Barnini, il vice sindaco Franco Mori e l’assessore alla cultura Eleonora Caponi, insieme ai relatori per la giuria Adriano Prosperi, Cristina Nesi e Laura Desideri, e inoltre, come rappresentanti del comitato organizzatore, ad Alice Pistolesi, Matteo Bensi e Andrea Campigli.

La serata è stata aperta da i Vincanto e dal brano ‘30 giorni di nave a vapore’, dedicato al viaggio di tanti migranti italiani verso l’America.

Una canzone non scelta a caso. Nel corso della serata infatti si è assistito alla consegna virtuale di un premio speciale al Comune di Lampedusa e Linosa, meta dei ‘viaggi della speranza’ per migliaia di profughi. Una menzione particolare per la quale è stato approntato un collegamento video con il vicesindaco Massimiliano Sferlazzo, presente a nome del sindaco Giusi Nicolini e di tutta la popolazione isolana.

"Quest’anno al nostro Premio letterario abbiamo aggiunto qualcosa in più – ha detto il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, rivolgendosi al collega di Lampedusa in collegamento skype - perché da sindaco cerco di capire gli sforzi che fate ogni giorno, l’impegno quotidiano che mettete da sempre per accogliere, difendere, aiutare quelle persone. La nostra città, quel poco che può fare, lo sta facendo. Fin da subito abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere, mettendo in campo le nostre forze. Grazie e sappiate che dalla Toscana e da Empoli siamo con voi".

Questo un passo della motivazione letta da Giuseppe Faso, storico segretario della giuria del ‘Pozzale’: "Insieme all’amministrazione comunale che guida e alla popolazione di Lampedusa, Giusi Nicolini ha rifiutato di considerare normale la continua tragedia dei morti in mare, indicando nelle politiche europee sull’immigrazione e nel pervertimento della tradizione e delle norme di accoglienza dei richiedenti asilo i responsabili primi di queste morti e sofferenze. Pur dovendo vivere e governare una comunità su cui le scelte dei governi europei hanno rovesciato disagi estremi e difficoltà drammatiche, ha, insieme ai suoi concittadini, trasformato l’abbandono in assunzione di responsabilità, mostrandoci che l’emergenza non esiste, e che essa può solo essere il prodotto della incapacità a governare…".

"Ho ascoltato interventi toccanti e sentire che ci sono Comuni che pensano a noi, a quello che ogni giorno facciamo, è commovente – con queste parole di Massimiliano Sferlazzo si è aperto il collegamento da Lampedusa -. Voi, nel contesto culturale di un premio letterario, avete pensato a noi. Non è poco. E’ un ventennio che Lampedusa fa i conti con il passaggio di tanti uomini, donne, bambini. Non si tratta solo di clandestini. Il 90% sono profughi. Esseri umani che scappano per paura di restare nel loro paese, perché non riconoscono nel loro paese i minimi termini di una democrazia. Nel dna dei pescatori di Lampedusa c’è l’accoglienza. Un uomo in mare va salvato, a prescindere. In Italia ci sono Comuni come Empoli che ci fanno sentire meno soli in questa infinita emergenza umana. Siamo una ‘zattera’ in mezzo al mare per chi arriva con i barconi dall’Africa, ma siamo anche una splendida località turistica. Queste due realtà riescono a convivere benissimo grazie a una organizzazione oleata. Per capire cosa stiamo vivendo dovete venire a Lampedusa e questo è l’invito che rivolgo a voi. Venite sulla nostra isola, vi accoglieremo a braccia aperte, come facciamo con tutti".

Un momento toccante e un’occasione per stringere rapporti istituzionali fra i due Comuni: sarà inviata da Empoli una cifra simbolica da utilizzare per progetti specifici di accoglienza da parte della amministrazione siciliana.

Nel corso della serata Barbara Bacchelli, del comitato organizzatore, ha anche presentato il nuovo sito web del premiopozzale.it, rivisto dal Comune di Empoli a ‘costo zero’ grazie alla sinergia fra il Centro elaborazione dati, la Rete Civica e gli uffici Cultura e Stampa, oltre allo stesso comitato del premio.



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