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Attualità sabato 23 gennaio 2021 ore 16:35

Stanza degli abbracci alla Rsa della Misericordia

mani si stringono attraverso i manicotti
I manicotti servono a potersi toccare in sicurezza

Nel centro residenziale Chiarugi allestito lo spazio che rende possibili incontri e contatti tra ospiti e loro familiari in sicurezza sanitaria



EMPOLI — Una stanza degli abbracci nella Rsa della Misericordia di Empoli intitolata a Vincenzo Chiarugi: è la novità che rende possibili gli incontri e i contatti tra gli ospiti e i loro familiari in sicurezza sanitaria rispetto al contagio da Covid-19.

Sin qui la mancanza di relazione è stata compensata con un lavoro di cura e assistenza ancora più intenso e a misura familiare da parte degli operatori, e con l’organizzazione di un servizio di videochiamate costante tra gli anziani e i propri cari. Adesso si abbatte la distanza con la stanza realizzata ad hoc per permettere l’incontro tra gli ospiti della Rsa e i loro parenti in tutta sicurezza, attraverso un divisorio di plexiglass, dotato di specifici manicotti fissi in cui infilare le braccia, dopo aver indossato dei guanti monouso, per stringersi o per scambiarsi carezze.

“In questi mesi abbiamo lavorato duramente ogni giorno per assicurare ai nostri ospiti tutte le attenzioni necessarie perché potessero vivere con serenità questo periodo non facile. La lontanza dai propri cari rappresenta tuttavia motivo di sofferenza e un importante fattore di rischio negli anziani – precisa la direttrice della struttura Mariella Bulleri - e appena la Regione Toscana ha deliberato la possibilità di allestire le stanze degli abbracci, ci siamo messi all’opera".

Tavolini con piante, un pianoforte, un paravento colorato, libri e soprammobili colorati decorano la stanza della Chiarugi, in cui una parete trasparente con un microfono permette ad anziani e familiari di parlare e sentirsi in modo chiaro, impedendo al tempo stesso il passaggio del droplet, la gocciolina respiratoria che può contenere dei microrganismi patogeni come il Sars-Cov-2. I guanti, fissati alla parete, consentono invece di ritrovare il contatto, le carezze e la tenerezza.

“Con la stanza degli abbracci abbiamo voluto dare risposta alle necessità emotive e psicologiche dei nostri ospiti – continua la direttrice Bulleri – e siamo felici di poter offrire loro questa possibilità di incontro con i loro familiari". Gli incontri saranno opportunamente regolati e programmati e sempre seguiti con l’accompagnamento di un operatore, a disposizione per qualsiasi necessità. 

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