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Attualità martedì 03 agosto 2021 ore 10:52

Lettera a Dina, morta di libertà

Alessia e Markeljana leggono la loro lettera
Alessia e Markeljana leggono la loro lettera

Nell'anniversario dell'uccisione di Dina Boncristiani e del marito per mano nazista nel 1944, due ragazze le hanno scritto "Vogliamo dirti grazie"



FUCECCHIO — Scelse di stare dalla parte della Resistenza e di combattere, in nome della Libertà, contro il regime fascista e l'occupazione nazista. A costo della propria vita. Fu uccisa il 2 Agosto 1944 insieme al marito, Pietro Stefanini. E così ieri, in occasione del 77esimo anniversario della sua uccisione, il gruppo Fucecchio è Libera e la vicesindaco Emma Donnini, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, hanno ricordato una donna fucecchiese straordinaria, Dina Boncristiani.

La cerimonia si è tenuta a Panzalla, nei pressi di San Polo in Chianti dove i due coniugi furono trucidati. Insieme ai Comuni di Greve in Chianti, Bagno a Ripoli, Figline e Incisa Valdarno, e all'Anpi, la delegazione fucecchiese ha reso omaggio a Dina Boncristiani ricordandone il grande coraggio fino al sacrificio della propria vita.

"Abbiamo voluto esserci anche oggi - ha dichiarato Donnini - nonostante le difficoltà dovute alle prescrizioni anti Covid-19. L' entusiasmo col quale questi giovani sono partiti da Fucecchio per ricordare questa nostra concittadina che mise la libertà e il bene comune davanti anche alla propria vita, ci rende davvero orgogliosi".

Commosso il signor Raffaello Ferrini, nipote di Dina Boncristiani, nel vedere le ragazze e i ragazzi di Fucecchio. Per l'occasione, due giovani del gruppo Fucecchio è Libera - Alessia Balzano e Markeljana Lezemerja, presenti alla cerimonia insieme a Chiara Ciomei e Andrea Paroli - hanno anche dedicato una lettera aperta alla partigiana fucecchiese. Di seguito il testo.

Dina,
tu che correvi rischi nel tuo dedicarti anima e corpo a sostenere l'attività partigiana della brigata. Tu che lasciavi la parola pace in ogni tuo gesto. Tu che hai combattuto con coraggio fino alla fine per far sì che la nostra umanità respirasse la libertà di cui sei stata privata. Libertà che faticosamente hai portato sulle tue spalle fino a noi. Sei stata una donna estremamente coraggiosa, ti sei fatta valere urlando al mondo il diritto di vivere. 

Hai affrontato un'impresa dopo l'altra come in un labirinto da cui continuamente portavi speranza. Sei stata capace di infondere fiducia negli altri partigiani. Il coraggio è rappresentato, da te, quando sottraevi le armi lasciate momentaneamente incustodite dai tedeschi; la tua forza nel procacciare medicinali, viveri, armi e coperte; e la speranza sta nelle informazioni che continuamente riuscivi a fornire. Ad oggi è difficile pensare a una persona che metta al primo posto l'intera comunità anche a costo di sacrificare la sua stessa vita! 

Vogliamo dirti grazie! Un grazie grande quanto il significato della vita, quel significato che tu e la tua storia ci avete trasmesso. Ci hai fatto capire quanto è importante vivere aiutando gli altri, vivere con il coraggio e vivere fino alla fine. Speriamo che la tua storia, non rimanga incisa solo dentro noi, ma speriamo che anche altre persone ricordino la tua vita e la persona che sei stata.

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