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sabato 18 settembre 2021

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Siamo tra lusco e il brusco

di Nadio Stronchi - lunedì 26 luglio 2021 ore 15:29

Sul vino che sto predicando, fatto da Diego Monelli in loc. Poggio Rosso, denominato, strano a dirlo, “Senza Nome” un Vermentino fatto macerare sulle bucce 3-4 giorni nelle barriques, per giudicarlo non occorre creare la luce ottimale per osservarlo e degustarlo; questo vino “Senza Nome” è luce lui stesso. 

Invece, ricordo mio nonno quando vendemmiava, principalmente uve di Trebbiano; dopo averle macerate le lasciava con tutto il mosto 3-4 giorni a fermentare in una botte aperta facendo il rimontaggio ogni due tre ore per dare al mosto tannini e profumi primari di buccia di uva. Il problema di mio nonno è che non puliva bene le botti e regolarmente sciupava il vino come risultato finale; Vino con acidità acetica alta. 

Il destino vuole che dopo 70 anni, in località Populonia Stazione, nel podere Rinsacca Seconda, a soli 500 metri di distanza verso la via Principessa da dove abitava mio nonno, è nata l’Azienda Poggio Rosso di Diego Monelli, sua moglie, suo padre e sua madre. C’è la ferrovia Campiglia Staziome-Piombino che divide il tutto. Anche Diego aveva un nonno che faceva vino, senz’altro più bravo del mio, e chissà che gli abbia ispirato la continuità di un poco di storia. 

Ora, in Poggio Rosso, luogo che conosco come le mie tasche, c’è l’az. Vitivinicola Poggio Rosso che è divenuta un gioiello in mezzo a tanta storia etrusca e poi rurale, ma anche una storia recente di nonni reciproci. Non è un caso che Diego abbia voluto fare un vino con uve di Vermentino macerate e lasciate nel mosto 3-4-giorni in barriques. E non è un caso se io, oggi, scriva di Diego ammirandolo per ciò che sta facendo. Non sono enologo ma ne so quel tanto per dire: (finalmente uno che prova a fare vino come tempo fa), senza snaturarlo ma con accorgimenti accurati. 

No sono d’accordo che non gli dia un nome (scusami Diego, so che è un tuo diritto). Un vino che mi ha entusiasmato; se lo degustate non cercate di capirlo subito, è complesso, aspettate qualche minuto dopo averlo versato nel calice. Ecco le mie sensazioni. Vino: Senza Nome, uve di Vermentino in purezza, macerate e lasciate con il mosto 3-4-giorni in barriques, separarlo dalle bucce e poi per altri sei mesi sui lieviti autoctoni nella stessa Barriques.

Ho usato la scheda degli enotecnici per una questione pratica mia. E il risultato mi ha dato 93/100. La descrizione: Colore giallo carico, con riflessi verdognoli, tonalità ottima. Profumo: di buccia d’uva, di agrumi e floreale, di albicocca, fiori di Tiglio; di liquirizia e erba secca. Gusto: pieno, si ripete la buccia d’uva, sapido, armonico, ottima sensazione finale.

Nadio Stronchi

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