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martedì 22 ottobre 2019

Cultura giovedì 06 aprile 2017 ore 13:00

Si torna a scavare alla villa romana

Dal 2 maggio riprende una nuova campagna archeologica al complesso dell'Oratorio. Giunti: "Lavoriamo per la valorizzazione culturale e turistica"



CAPRAIA E LIMITE — La strada per la riscoperta della storia della villa romana di Limite sull'Arno, dimora di campagna dell'aristocratico romano Vettio Agorio Pretestato, governatore della Tuscia e dell'Umbria nel periodo precedente al 362 a.C. e prefetto dell'Urbe fino al 384, prosegue e promette di regalare altre emozioni con nuove scoperte che aiuteranno a capire meglio il complesso dell'Oratorio, paragonabile soltanto a una villa esistente a Costantinopoli.

Dal 2 maggio partirà una nuova campagna di scavo - diretta dal professor Cantini - riservata a studenti, laureandi e dottorandi del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell'Università di Pisa. I dieci ragazzi/e selezionati dal bando dell'Università scaveranno nell'area in cui, in passato, sono stati intravisti segni di una cisterna e nella porzione di terreno dove sembrano emergere alcune strutture pertinenti a un altro edificio della villa.

“Gli scavi di quest'anno ci permetteranno di migliorare la conoscenza topografica della villa. Potremo capire meglio fin dove si estendevano le strutture, in attesa di ulteriori studi futuri che intendiamo portare avanti”, ha commentato Cantini, docente associato di archeologia medievale dell'ateneo pisano e direttore scientifico degli scavi.

L'amministrazione comunale, a tal proposito, sta concludendo le pratiche per l'acquisizione del terreno su cui lavoreranno gli archeologi e sul quale trova spazio l'abside con la scena di caccia al cinghiale, il luogo destinato al ricevimento di ospiti illustri da parte del dominus della villa.

Il sindaco Alessandro Giunti, inoltre, ha instaurato un filo diretto con il Ministero competente per cercare risorse in grado di consentire un'adeguata valorizzazione del complesso, che potenzialmente “potrebbe diventare un'attrazione turistica, storica, artistica e culturale di prim'ordine, capace di attrarre ogni anno molti visitatori. Per Capraia e Limite - ha detto - la musealizzazione e fruibilità turistica del sito archeologico dell'Oratorio potrebbe effettivamente costituire un valore aggiunto del territorio sul quale costruire un'offerta turistica che, anche secondo il parere degli studiosi, avrebbe tutte le carte in regola per ottenere successo a livello internazionale”.

Nelle ultime due campagne di scavo, tra 2015 e 2016, gli archeologi dell'Università di Pisa, coordinati dal professor Cantini e dalla dottoressa Beatrice Fatighenti, hanno portato alla luce quello che era il corpo centrale esagonale con numerose sale circostanti che presentavano un'altezza di 15 metri e un diametro di 30. Hanno riscosso numerose attenzioni i mosaici caratterizzati da diversi tipi di decorazione, tra cui ottagoni con al centro figure di animali, un busto umano, cornici dai motivi geometrici e vegetali. Nei precedenti studi, risalenti al periodo 2010-2014, era stata identificata un'aula absidata dal pavimento musivo policromo e al centro una scena di caccia al cinghiale, “venatio apri”. La struttura aveva fatto sin da subito pensare- come è stato effettivamente confermato nel 2016- all'esistenza originaria di una struttura esagonale con sale che si affacciavano su un ambiente centrale. Durante gli ultimi scavi sono emersi anche i resti dell'impianto termale della villa: le sospensioni in mattoncini che reggevano la vasca posizionata accanto al forno.



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