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Attualità sabato 25 settembre 2021 ore 10:07

Sanità in affanno, 300 posti vuoti in organico

Ospedale covid

L'allarme sulla tenuta della rete di cura arriva da Cisl Funzione Pubblica di Firenze e Prato e riguarda la situazione tra Asl Centro, Careggi e Meyer



FIRENZE — Mancano 300 unità di personale sanitario per ogni profilo tecnico e professionale fra Asl Centro, Careggi e Meyer: l'allarme arriva dalla Cisl Funzione Pubblica di Firenze e Prato e riguarda tanto le prospettive incerte per il rinnovo dei contratti in scadenza, tanto le sostituzioni per malattie e gravidanze e il mancato turn over. 

Il sindacato parla di "tempesta perfetta" che, in caso di mancata autorizzazione a rinnovi e assunzioni, rischia di compromettere la tenuta della rete di assistenza e cura che col Covid-19 ha visto un'implementazione dei servizi offerti senza che a ciò sia corrisposto un incremento degli organici. Anzi.

“È paradossale - afferma il segretario generale del sindacato interprovinciale Nicola Burzio - che anche all’indomani della dichiarazione dello stato di agitazione non abbiamo avuto notizie se i contratti di prossima scadenza presso la Asl Toscana Centro saranno confermati”. 

“Abbiamo dichiarato insieme a Cgil e Uil lo stato di agitazione nella Asl Toscana Centro, Careggi e Meyer - ricorda - e siamo in attesa di essere convocati dal prefetto per le procedure di raffreddamento e il tentativo di conciliazione. Non fermeremo noi i servizi, ma saranno costrette a farlo le direzioni delle aziende se la Regione non autorizza le assunzioni o almeno le conferme dei contratti in scadenza”.

Cisl rivendica di aver denunciato da mesi la carenza di "tutto il personale, non solo di quello infermieristico, Ostetrico e OSS, ma anche di quello Tecnico Sanitario e degli Assistenti Sociali (solo per esempio)". Ma: "Si continua anche oggi a non sostituire il personale sospeso che non si è vaccinato". 

Complessivamente: "A livello di Azienda Toscana Centro il quadro è gravissimo e allarmante. Se trovassero conferma i dati di cui siamo in possesso, ci troveremmo di fronte ad una situazione non più gestibile con gli attuali modelli organizzativi che richiederebbe quindi una rimodulazione dei servizi, che a caduta porterebbe riduzioni e chiusure, con un possibile innalzamento anche del rischio clinico a causa della ulteriore pressione a cui saranno sottoposti gli operatori”.

Il sindacalista scende nel dettaglio: “Al numero degli operatori sospesi nel processo vaccinale (circa 100 attualmente) si potrebbero aggiungere, purtroppo, tutti coloro che hanno incarichi in scadenza a fine mese ai quali si somma il mancato turn over del personale che è andato in pensione o si è licenziato". In tutto Cisla parla di "oltre 300 unità che non sarebbero state sostituite nel 2021 o che rischiano di non vedersi riconfermato il contratto a Ottobre" a cui vanno aggiunte "le innumerevoli gravidanze non sostituite nel 2021".

Il tutto, ricorda il segretario generale Burzio, a fronte di un sistema che col Covid - tra apertura nuovi letti cure intermedie, USCA territoriali, ambulatori tamponi e Covid, Servizi screening, Hub vaccinali - ha amplificato il fabbisogno di sanitari: "Ogni letto Covid - afferma Burzio - comporta un incremento di personale del 25/30%”.

“A Careggi – aggiunge – le cose non vanno meglio, nessuna delle 210 unità di personale richiesto dalla direzione è stata autorizzata dalla Regione, i 30 infermieri sospesi non verranno sostituiti come pure ci risultano 60 le astensioni e le sostituzioni di maternità non coperte”.

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