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Attualità venerdì 16 settembre 2016 ore 18:45

Impianto Colorobbia la Regione chiede la via

Il sindaco: "In questo modo si potranno opportunamente approfondire i dubbi su impatto dell’impianto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini



MONTELUPO FIORENTINO — È arrivata in questi giorni al comune la notizia che la Regione Toscana ha richiesto la “Valutazione di impatto ambientale” per l’impianto che Colorobbia ha richiesto di poter realizzare nella zona industriale delle Pratella.

La vicenda che ha animato i mesi estivi ed è stata oggetto di discussioni e prese di posizione è così giunta alla conclusione più opportuna, come ribadisce il sindaco Paolo Masetti.

«Colorobbia aveva presentato alla Regione Toscana un progetto preliminare per la realizzazione un impianto per il trattamento rifiuti e scarti industriali finalizzato al recupero di metalli preziosi e autoproduzione di energia elettrica e calore. L’unico aspetto di nostra competenza era quello di verificare la conformità di tale progetto con il piano urbanistico; da quel punto di vista non abbiamo rilevato problemi. Tuttavia abbiamo ritenuto necessario esternare nel parere che abbiamo mandato alla Regione Toscana la nostra preoccupazione in merito all’impatto dell’impianto sull’ambiente circostante e sulla salute dei cittadini e abbiamo richiesto che venisse prevista la VIA (valutaizone di impatto ambientale). Credo che questa procedura sia quella maggiormente cautelativa».

Quali sono i possibili scenari per il futuro?

Quella individuata dalla Regione Toscana è una procedura prevista per legge. Con la richiesta di valutazione di impatto ambientale, di fatto,la Regione ha chiesto approfondimenti aggiuntivi rispetto a quelli presentati dall’azienda, che è chiamata a dimostrare come l’impianto non sia nocivo né per l’ambiente né per le persone. L’azienda ha tre anni di tempo per presentare un nuovo progetto.

Tutta la vicenda legata all’impianto è stata l’occasione per il comune di Montelupo per riflettere sulla necessità di potenziare gli strumenti di valutazione della qualità dell’aria.

Il sistema regionale ha standard qualitativi migliori rispetto a quanto indicato dalla normativa, tuttavia permangono dubbi sul fatto che la zona di Montelupo sia adeguatamente monitorata.

Della questione si sono interessati i diversi gruppi consiliari: Partito Democratico, Linea Civica e Montelupo in comune con una mozione approvata all’unanimità nel mese di luglio; Montelupo nel cuore con una mozione pressoché analoga, poi ritirata e Insieme per Montelupo con un’interrogazione.

Il documento approvato all’unanimità mette in luce come la qualità dell’aria del territorio sia monitorata da una centralina collocata nel comune di Santa Croce sull’Arno e come tale realtà sia territorialmente lontana e disomogenea rispetto a Montelupo Fiorentino.

Sarebbe quindi auspicabile prevedere un sistema di controllo che faccia riferimento alla cosiddetta “Città delle due rive”, un’area di circa 50 kmq che si estende fra Montelupo, Empoli, Capraia e Limite e Vinci, all’interno della quale risiedono circa 70.000 persone, sono presenti 600 ettari di attività produttive ed è attraversata dalla Firenze Pisa Livorno, dalla Statale 67 e dalla ferrovia.

Tali considerazioni hanno indotto la giunta a scrivere all’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, per richiedere l’implementazione del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria.



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