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giovedì 26 maggio 2016

PUNTI LUCE — il Blog di Maurizio Cei

Maurizio Cei

Le mie prime esperienze sono legate al mondo educativo, in attività di recupero scolastico e sociale di minori segnalati dai servizi sociali cittadini. Da quasi vent’anni mi occupo anche di volontariato internazionale, prima come cooperante volontario in diverse parti del mondo (Kenya, Brasile, Angola,Mozambico), negli ultimi anni anche come membro del Consiglio di Amministrazione di una ONG, il Vides Internazionale.

Punti Luce

di Maurizio Cei - lunedì 28 luglio 2014 ore 14:04

In questo blog proveremo a dare spazio ad argomenti legati alla solidarietà, alla giustizia e alla legalità che troppo raramente si trovano sotto la luce dei riflettori. Proveremo anche a fare chiarezza su alcuni aspetti che legano le nostre scelte quotidiane con dinamiche globali, nella convinzione che legare il globale al locale sia l’unico modo per sentirsi responsabili e nello stesso tempo protagonisti di un cambiamento positivo della nostra società. Lo faremo tenendo fede al proverbio che dice che, quando siamo al buio, ‘è meglio accendere una candela, che maledire l’oscurità.’


Confesso che quando ho letto la notizia la mia reazione è stata un misto fra incredulità e nausea. Stavo leggendo infatti che un giovane francese, Baptiste Dubanchet, si era posto l’obiettivo di raggiungere Varsavia in bicicletta, partendo da Parigi, “mangiando spazzatura” durante i lunghi, e presumo faticosi, giorni di percorso.

Superando il fastidio iniziale e sforzandomi di approfondire l’argomento, ho capito invece che, dietro la provocazione del titolo, c’era in realtà un progetto molto più realizzabile e meno disgustoso di quanto avevo immaginato e soprattutto un’idea potenzialmente educativa e coinvolgente. 

Il giovane Baptiste infatti sta cercando di raggiungere la capitale polacca mangiando cibo che, avanzato, integro, a fine giornata in negozi e supermercati e non essendo, in virtù di leggi e regolamenti vari,
vendibile il giorno dopo, verrebbe buttato via, andando ad aumentare l’enorme quantità di prodotti che ogni giorno ‘alimentano’ questo indecente spreco.
Non una provocazione goliardica e anche abbastanza schifosa, ma un nobile obiettivo di sensibilizzazione su uno dei temi più importanti ma spesso anche più dimenticati relativi alla sostenibilità ambientale ed
economica. 

Leggendo i dati ufficiali della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei problemi legati all’alimentazione e alla malnutrizione, un terzo del cibo prodotto nel mondo viene buttato.

La fantasiosa idea del venticinquenne francese, nata dopo un viaggio in Colombia nel quale ha avuto modo di vedere con i propri occhi la situazione di povertà ed indigenza che purtroppo accomuna buona parte dell’umanità, probabilmente non riuscirà a capovolgere questi dati, ma è una piccola goccia, importante e decisiva come tutte le altre, nel grande mare dell’impegno quotidiano e del cambiamento necessario. 

Buon viaggio, Baptiste!

Maurizio Cei

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